martedì 20 ottobre 2009

Vosen-Kaulen: 2. Alphabetum singulas consonantes continens

Domus - prius - Post -
PARS PHONETICA
vel
DE SONIS
I.
De litteris vel singulis et singolorum elementorum sono




§ 1.

1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8

2.
ALPHABETUM SINGULAS CONSONANTES CONTINENS
Figura
Nomen Significatio Transcriptio et sonusValor numericus
אֱἈleph
bosspiritus lenis1
בBêthdomusb (β)2
גGimel
camelus
g (γ)
3
ד
Dáleth
porta
d (δ)
4
1
2
3
4
5
1
2
3
4
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1
2
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5


Esercizio memorizzazione lettere: 50 volte per segno da tastiera:
בבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבבב

domenica 18 ottobre 2009

Vosen-Kaulen: 1. De alphabeto et ratione legendi generatim

Domus - prius - Post -
PARS PHONETICA
vel
DE SONIS
I. 
De litteris vel singulis et singolorum elementorum sono




§ 1.


  1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8


1.
DE ALPHABETO ET RATIONE LEGENDI GENERATIM

Animadverti oportet, nos eam tantum scribendi rationem attendere, quae quadrata dicitur et in Biblis hebraicis quae circumferuntur communis est.

Alphabetum hebraicum solis consonantibus (viginti duabus) constat, quae sinistrorsum leguntur. Vocabulis sacris textus accurate determinandis, a massorethis addita sunt aliqua signa (puncta et lineolae), quorum unum tantum superne ponitur, unum in media ipsa littera inscribtur, reliqua interne subiiciuntur.


Quia taedosium esse solet in ipso Grammaticae limine vocabula offendere hebraice scripta, quae sine ulteriore signorum vocalium cognitione legi non possunt (ut nomina ipsa litterarum, et voces memoriales quae ab initio occurrunt), de ratione legendi in universum haec habeto:

a) Primo loco legitur littera consonans, cui additur signum vocale. Ex. gr.: littera latinae l respondet hebraicum signum ל, cui subiicitur signum vocale (vgr.: ..= ē) in hunc modum לֵ  : quod recte leges le, perperem el.

b) Signa vocalia compendio reddita, de quorum nominibus, potestate usuque loco suo tractabitur, haec tabula exhibet, in qua linea plana (horizontalis) litterae consonantis locum designat:
ָ  (1) = ā,  ֿֿֿ   =  ă  ,  ֳֳ    =   ͣͣ ut  לֳ לַ לָ  = lā lă la


________
Note:
(1) Ubi syllaba desinit in vocalem; quae syllaba dicitur aperta; contra, quae in consonantem desinit, clausa vocatur.

Vosen-Kaulen: Introductio

Domus - prius - Post -
 


Introductio

LINGUA HEBRAICA, qua Veteris Testamenti libri, paucis exceptis apud Esdram et Danielis fragmentis, scripti sunt, ab aliis accuratius Lingua hebraica antiqua dici solet. Nomen ipsum ad eam linguam designandam prima vice occurrit in prologo Eccli.. quem Iesus Iesus Sirach praemittit graecae interpretationi a se factae, ubi indulgeri sibi postulat, quod saepius vocabularum nativam vim non potuerit graece reddere.

sabato 17 ottobre 2009

Vosen-Kaulen: Prologus

Domus - prius - Post -

Cum, exhausta editione 11ª. Grammaticae VOSEN-KAULEN qua libenter, quia et latine scripta est et breviter sapienterque confecta, utebamur, novae editionis in proximum curriculum nulla spes daretur, occasione potius quam consilio hic libellus scribi coeptus est, cuius typis cudendi difficultates ob varia rerum adiuncta summae fuerunt. Prodiit interea nova anastatica illa quidem, VOSEN-KAULEN editio, nec difficile fuisset aliqua alia, quae iam melius comparari poterat, Grammatica uti, latine scripta: sed incertum opus necessario continuandum fuit, atque, quam maxime ad intentum finem accommodate, perficiendum: illud praeterea cavendum erat, ne moles excresceret et cum mole pretium. Menda, quamquam in hoc maxime librorum genere etiam pauca nimia sunt, alia ex eo proveniunt quod attrito metallo punctula facile rumpuntur; alia, quod litterarum spatii paululum commutatis, puncta dextrorsum sinistrorsum deviantur; alia tandem ex communi humani laboris imperfectione.

Multum me tum in videndis manuscriptis, tum etiam in corrigendis et annotandis mendis iuvit opera et sollertia Ri. Pis. LUDOVICI SEMKOWSKI S. J., cui vel maximas gratias ago.

Lingua Hebraica antiqua - Homepage

Post -

Il libro di Giulio Morosini, La fede svelata agli ebrei, edito nel 1683, è scritto nell’italiano del XVII secolo, ben comprensile ad ogni italiano che sappia leggere l’italiano moderno, è accompagnato spesso nelle sue 1731 pagine da citazioni in lingua hebraica che lui conosceva bene e in lingua araba. La lettura di Morosini, ebreo convertito al cattolicesimo, mi è qui occasione di uno studio elementare della lingua greca e della lingua araba. Per la lingua ebraica avevo avuto curiosità durante gli anni dei miei studi ginnasiali presso il Visconti in Roma. Durante i mesi di vacanze estive ne avevo inziato iniziato lo studio insieme al sancrito. Studi subito interrotti all’aperture delle scuole quando il palinsesto della mia giornata di studio era tutto occupato dalle materie scolastiche obbligatorie. Non vi era spazio per altro ed il mio ingegno ahimé era ed è piuttosto limitato. Quelle curiosità di allora ritornano anche sulla scorta di un libro stimolante e piacevole da leggere sugli Indouropei e sulla lingua indoeuropea. Nel serie di miei blogs intitolati Babele ho avvertito che partendo dal riciclaggio delle lingue moderne e antiche studiate a scuola mi propongo come approdo la linguistica e la filosofia del linguaggio. Orbene lo studio prevalentemente grammaticale di una vasta serie di lingua rientra nell’ambito dei miei interessi di linguistica, sempre vivi e mai particolarmente coltivati, essendo diversa la mia occupazione professionale. La filosofia del resto è come la Tebe dalle cento porte ed ha in essa piena cittadinanza la curiosità intellettuale.

Inoltre, torna alla qui alla mente quanto mi raccontava il mio amico Ceslao, un gesuita polacco, il quale mi parlava di un suo confratello che conosceva ben 30 lingue ed a chi si stupiva di questa sua prodigiosa bravura diceva che sono difficili le prime 15 lingue, mentre dalla sedicesima in poi diventavano facili. Il mio amico Ceslao testimoniava allora che la sua lingua madre, cioè il polacco, era stata appresa da quest’uomo prodigioso in soli due mesi. E pure bene. Noi qui siamo ancora lontani dalla quindicesima, ma intendiamo procedere in quella direzione. Di certo male non fa. Aggiungeremo nuovi linguaggi, facendo corrispondere ad ognuno un nuovo blog, a secondo degli interessi o delle opportunità che forniranno sufficiente motivazione per iniziare un percorso di studio, di cui non possiamo sapere a priori fin dove si spingera. Qui per la lingua ebraica ci sembra cosa migliore riprendere da dove ci eravamo fermati, salvo poi integrare con sussidi didattici più efficaci. In una bancarella all’angolo del Collegio romano avevo comprato il 5 gennaio 1965 una grammatica ebraica scritta in latino con appendica antologica di testi biblici in ebraico, latino, greco.

È la grammatica Vosen-Kaulen, di cui manca nell’edizione rilegata il frontespizio ed ogni indicazione di anno e di casa editrice. Risale all’Ottocento e ne ho trovato in vendita alcune edizione antiquarie. Utilizzerò questo testo base per l’avvio del mio studio. È una grammatica di un numero di pagine assai limitato per una lingua che mi sembra tanto ostica quanto difficile. Naturalmente qui interessa l’ebraico antico. Non ho invece nessun interesse per l’ebraico moderno che si parla in Israele, che è una lingua artificiale nata su un progetto razzista. Non abbiamo interessi religiosi di nessun genere, ma aderendo ad alcuni autori, ad esempio Rabkin, siamo dell’avviso che il sionismo non abbia nulla a che fare con il giudaismo della tradizione biblica, dal quale sono pure decisamente lontano. Se dovessi qualificarmi in senso religioso mi definirei un devoto dei misteri eleusini, ossia della più alta forma di religiosità precristiana. Questa religione antica, di cui mi sento defraudato, fu soppiantata dal proselitismo feroce del giudaismo e del cristianesimo. Tra queste due forme religiose ho imparato a convivere con il cattolicesimo, decisamente più accettabile che non il giudaismo, davvero nemico dell’uomo. Per le problematiche strettamente religiose rinvio ad altro mio blog tematico. Qui è sufficiente averne fatto un minimo cenno per giustificare a me stesso il motivo per il quale dedico parte del mio tempo ad una lingua morta, di interesse esclusivamente religioso e forse linguistico-comparativo.

Copierò dunque manualmente la mia Grammatica di «Lingua hebraica», acquistata per 650 lire nel 1965, ritenendo che non esista nessun copyright e nessun impedimento. Mi riservo tutti gli adattamenti e le integrazioni che troverò in rete o su altri libri. Il fatto che sia scritta in latino è un utile sprone a familiarizzarmi nuovamente con questa lingua nobilissima e gloriosa, di cui non sempre la scuola è riuscita a farci comprendere la sua importanza ed a farcela amare come parte irrinunciabile della nostra identità. Nella partizione che segue il Vosen-Kaulen costituirà dunque la nostra base di studio ed i singoli paragrafi e capitoli che si leggeranno sotto nell’Indice Sommario non faranno tutti parte del Vosen-Kaulen, che credo si distinguerà per la sua composizione in latino. Verrà comunque data la segnalazione dei nuovi ingressi e dei nuovi sussidi autodidattici-

INDICE SOMMARIO DEGLI ARGOMENTI

Prologus.
Introductio.

PARS PHONETICA VEL DE SONIS
I.
De litteris vel signis et singulorum elementorum sono
§ 1.
3. Exercitatio: nomina litterarum hebraice expressa.
– Acrophonia, valor numericus, ordo litterarum, figura aliquarum duples
4. Signa litterarum.
5. Nomina.
6. Ordo et figura litterarum.
7. Divisio litterarum.
8. De aliquarum consonantium pronuntiatione.
§ 2.
– De signis vocalium
9. In linguis semiticis…
10. Quinque longa…
11. De ...